Raccontare il cambiamento Intervista a Wallis Bird

Berlin 2019 © Jens Oellermann – Foto: Jens Oellermann

Wallis Bird è tornata per raccontare il cambiamento. Dopo la serenità intimista di Home la cantautrice irlandese cavalca la rabbia per l’ingiustizia sociale e il cambiamento climatico in un paesaggio che lascia spazio tanto alle questioni umanitarie quanto a quelle personali ed esistenziali, come il tempo che passa durante un week end con i propri genitori e un canto d’amore per la propria donna.

Woman uscirà il 27 settembre ed è stato anticipato da due singoli, As the river flows e Life is long, due brani diretti e cristallini, portavoce perfetti per un disco che già al primo ascolto si ha voglia di tenere a portata di mano nello scaffale di casa come inesauribile compagno d’ispirazione per tempi difficili. Le canzoni di Wallis Bird raccontano e curano, prendono quello che non va e lo trasformano in una possibilità a portata di tutti.

Quali sono state le maggiori fonti d’ispirazione per la creazione di Woman?

W.B: Sono state soprattutto di natura sociale. Woman è stato ispirato da quello che sta accadendo intorno a noi e al nostro ambiente, dai cambiamenti nel sistema sociale di molti paesi, sia in relazione ai diritti delle donne sia ai diritti umanitari, penso ad esempio alla crisi dei rifugiati. Dovremmo avere cura del nostro pianeta e crescere insieme alla nostra terra, invece la stiamo danneggiando. Volevo parlare di queste tematiche dal punto di vista di una donna e dire che se lavoriamo tutti insieme possiamo dar vita a grandi cambiamenti.

Come componi le tue canzoni? Hai un metodo per dare il via al processo compositivo?

W.B: Comincia tutto da un’idea che ho in mente. Molte volte inizia appena mi sveglio o quando sono a letto, poco prima di addormentarmi, sono questi i momenti in cui arriva la vera musa ipnotica ma quando voglio impegnarmi in un lavoro creativo serio scrivo musica dalle 9 alle 5, preparo il mio corpo e la mia anima, mi apro e medito, per permettere alla corrente creativa di fluire in me stessa, può iniziare con una semplice canzone, può iniziare con un brano strumentale, può accadere in molti modi diversi, a volte immagino l’intera orchestrazione di una canzone e la scrivo interamente nella mia testa, a volte è ipnotico, a volte semplicemente mi siedo e creo qualcosa.

Nel brano scrivi Love Respect Peace canti “Le parole sono il mio ritratto”. Qual’è li tuo rapporto con le parole?

W.B: Le parole che uso sono estremamente importanti, sono il mio ritratto e influenzano il modo in cui parlo alle altre persone. Il modo in cui scelgo di ritrarmi spiega tutto di me, quindi devo stare attenta a parlare con gentilezza al mondo se voglio che il mondo mi parli con gentilezza. Ogni cosa che dico ha un impatto sugli altri così come quello che gli altri dicono ha un impatto su di me. Per questo motivo voglio che le parole che dico siano positive, semplici e profonde, parole che siano tutto quello che ho da dire. Il presidente degli Stati Uniti d’America utilizza le parole per costruire un linguaggio disgustoso e questo fa sentire le persone libere di esprimersi in modo altrettanto ripugnante. Io non voglio fare questo, voglio usare parole di incoraggiamento e d’amore ed è per questo che scelgo le mie parole.

È ancora discriminante essere una donna nel mercato discografico?

W.B: Assolutamente sì. Molte attività sono gestite da uomini e il mercato discografico è ancora uno di quelli. Non voglio certo incolpare gli uomini per questa situazione ma penso che sia giunta l’ora di potenziare le donne nei posti di lavoro e in tutti i settori.

La copertina dell’album è stata creata dall’artista spagnola Maria Torres. Come siete arrivate insieme alla versione finale?

W.B: Abbiamo lavorato insieme alla copertina per almeno due mesi, c’è molto simbolismo, ci sono i nostri paesi natali, c’è la mia carta astrale, c’è la luna, simbolo della femminilità. Luna, la regina della luna e il centro della pace, ha il viso di Maria, il corpo della mia ragazza e l’espressione di Mila, una nostra piccola amica di tre anni. Abbiamo scelto di rappresentate donne a cui teniamo molto, per simboleggiare ogni fase della vita. Le tre figure che nuotano nell’acqua sono il passato, il presente e il futuro ma anche i rifugiati e i fantasmi delle persone care che sono scomparse e che stanno cercando di trovare un nuovo futuro, e inoltre rappresentano la speranza perché nuotano in un bellissimo paesaggio perduto. C’è davvero molto simbolismo: Luna tiene in mano la torcia del potere femminile ma la torcia è anche un arcobaleno che è il simbolo della comunità LGBTI, a significare l’accoglienza di tutti gli essere umani.

Credi che i social media influenzino negativamente il modo in cui le donne percepiscano il proprio corpo?

W.B: Sì, credo di sì. I social media hanno sia effetti positivi che negativi sulle donne. Credo che quelli negativi inizino quando i media, i giornali e le riviste passano l’idea che la donna debba essere sempre incredibilmente bella e graziosa e tenere la bocca chiusa. D’altra parte i social media danno anche l’opportunità alle donne di esprimersi contro le ingiustizie che gravano da anni su di loro e di abbracciare il lato vero della bellezza, alzarsi tardi senza mostrare un viso e un corpo perfetto e porsi in modo positivo nel rapporto col proprio corpo. La questione è che possono essere molto pericolosi se ne diventi dipendente, bisogna stare attenti ad usarli nel modo giusto.

Nel tuo ultimo singolo canti ‘Life is long but time is short’, un’altro dei brani contenuti in Woman s’intitola Time is not waiting. Qual’è il tuo rapporto con il tempo?

W.B: Amo il tempo e amo invecchiare. Mi è sempre piaciuto guardare le persone e il mondo intorno a me cambiare fisicamente con gli anni, è una progressione naturale e può contenere tanta energia interessante e molta saggezza. Il tempo può dare alle persone la sapienza che non avevano quando erano giovani per questo sono una grande amante del tempo che passa. Vedo il suo scorrere come una cosa elastica, il tempo può essere rallentato o accellerato e sei tu che ne hai il controllo, se vuoi trascorrere un tempo di miglior qualità devi andare più a fondo in quello che stai facendo, vivere il momento con più consapevolezza aprendo te stesso alle sensazioni che provi. In questo modo ti accorgerai che il tempo diventa un’esperienza estremamente lunga e profonda piuttosto che qualcosa da cui fuggire.

Quale pensi che sia lo scopo dell’arte e della musica nell’epoca storia e politica in cui stiamo vivendo?

W.B: Credo che il compito dell’arte sia di essere vera, di essere espressiva, di essere un sogno vero come la realtà e che debba andare avanti, essere avventurosa ed essere solo se stessa. L’arte riflette la società e chi siamo, la nostra esperienza del mondo, la nostra esperienza di vita come gruppo, l’arte marca il tempo ed è storica. Credo che l’arte sia il nostro modo di vedere il mondo.

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