Jonathan Hultén – Chants from another place Kscope

L’album di debutto di Jonathan Hultén è il canto visionario di un libro illustrato. Le immagini sono la matrice su cui poggia una narrazione immersiva, che si muove stregata su linee melodiche sconosciute. L’arte del suono è un viaggio dentro di sé che non si risparmia dal pericolo e dalla perdizione. Alla fine la salvezza arriva ma prima bisognerà scalare montagne e perdersi nei boschi. E come in ogni lungo cammino troviamo momenti contemplativi (The Mountain) e attimi in cui bisogna fare appello a tutta la carica interiore che ci resta (The call to Adventure) perché ogni percorso, anche il più difficile, ci dona l’esperienza dell’avventura.

Il disco è stato registrato interamente nello studio di Stoccolma dell’artista e anticipato dai primi due singoli, The mountain e Wasteland. Per entrambi i brani il video è una sequenza di immagini animate creata dallo stesso Holtén. Andando sul sito internet dell’impenetrabile musicista lo scopriamo infatti anche prolifico illustratore di quelle che lui chiama Necromantic Art, figure dal gusto neo gotico su cui scorrono storie horror/noir che ricordano una vecchia edizione illustrata dei racconti di Edgar Allan Poe.

Quella di Jonathan Holtén è una ricerca artistica completa. Ed è tanto più interessante quanto più è personale e non si cura dei limiti imposti dalla logica delle vendite.

L’arte è un’esplorazione di sé. A lungo andare porta anche a diventare sempre più se stessi, quello che dovresti essere. Il personaggio di tutti i giorni e il personaggio di scena, alla fine della giornata, sono una cosa sola. Due facce della stessa medaglia sfaccettata. La mia performance è un mezzo per realizzare un’unione tra le due. Sto cercando di diventare una persona migliore abbracciando la mia stessa stranezza. Il mio stile si manifesta da solo, seguendo il flusso della musica. È un atto di arrendevolezza e spontaneità e quindi anche una conquista della paura. Una rivendicazione della libertà del mio spirito attraverso una striscia di movimenti consecutivi“. (Jonathan Holtén)

Alcune atmosfere di Chants from another place potranno risultare piuttosto caustiche e oscure a chi non si è mai avvicinato al genere dark-folk e forse in brani come Wasteland il disco subisce il peso di un’eccessiva plasticità. Detto questo le dodici tracce sono i movimenti di un tessuto emotivo e artistico variegato e stimolante, una piccola perla nel buio che illumina lungo il cammino il viaggiatore incantato che è in ognuno di noi.

Tracklist

1 A Dance In The Road [04:18]
2 The Mountain [03:51
3 Next Big Day [03:09]
4 The Call To Adventure [04:39]
5 Wasteland [03:12]
6 Outskirts[02:27]
7 Holy Woods [02:52]
8 Where Devils Weep [03:19]
9 The Fleeting World[02:43]
10 Ostbjorka Brudlat [03:07]
11 The Roses [04:14]
12 Deep Night

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