I Plastic Man, e l’intervista psichedelica che non t’aspetti.

Dopo la pubblicazione del loro disco d’esordio Don’t look at the moon, pubblichiamo l’intervista della band di Firenze, che si concede alle nostre domande. A modo suo.

Negli ultimi anni c’è stato una sorta di revival italiano psicho-garage. Voi personalmente, come vi siete avvicinati a questo genere?
Non mi riconosco in questa etichetta, non siamo una band revival. Mi sono avvicinato a quel genere con i primi due album degli Hives e degli Strokes.

Molti vostri pezzi hanno un gusto onirico, altri lisergico, quasi da Alice nel paese delle meraviglie. Se i vostri pezzi avessero il potere di portare l’ascoltatore in un mondo immaginario, come lo descrivereste?
Un mondo divertente e inquietante allo stesso tempo, dove tutto è senza logica.

Come sono nati i Plastic Man?
Volevo mettere su un gruppo rock e mi servivano un batterista e un bassista. Alla fine li ho trovati.

Come nascono i vostri pezzi e da cosa traete maggiore ispirazione?
Nascono sempre da un mio riff di chitarra, poi attorno a quello ci costruiamo tutto il resto.

Pensate che in Italia ci sia spazio per un genere come il vostro o
puntate anche al mercato estero?
Puntiamo al globo intero, Italia compresa.

‘Plastic Man’ è anche il nome di uno dei brani più famosi dei Kinks.
C’è una ragione particolare per cui avete scelto questo nome?
Inizialmente quella, poi col tempo ci siamo stancati di questa risposta e stiamo cercando un nuovo significato.

I vostri dischi preferiti. (uno a testa)
Per me Magical Mistery Tour dei Beatles, Diletta dice Revolver dei Beatles, Leonardo risponde Pink Floyd, The Dark Side Of The Moon.

7tracks ha 7 brani musicali che ruotano ogni settimana sul sito.
Questa settimana vorrei che li sceglieste voi.
The beatles – Lucy in the sky with diamonds
Pink Floyd – Chapter 24
The Doors – Hello, I love You
Kula Shaker – Taatva
The Hives – Main Offender
The Routes – Left My Mind
The Jam – Carnaby Street

Quale pensate che sia la ricetta del successo di un gruppo
indie-rock oggi?
Non lo so, sono ancora povero.

La cosa più bella che vi è capitata durante un concerto.
La cosa più bella dei live in generale sono le persone che ti comprano il disco perché gli è piaciuto il concerto.

7 cose che non sopportate.
La pioggia quando sei in motorino, la dance, l’influenza, la morte, il profumo che esce dai negozi di profumi, i testi delle canzoni che lanciano messaggi in maniera stucchevole, la presunzione.

Un posto speciale dove immaginate il live ideale dei Plastic Man.
Al Superbowl durante l’intervallo.

Progetti futuri e sogni.
Nessuno per ora. Al massimo uno show da ospiti a Sanremo.

Una frase di congedo.
Spero che il mio modo brusco di rispondere non ti abbia turbato, vorrei cercare di parlare il meno possibile e suonare di più, ecco tutto. Non ho nulla contro di te, anzi credo di volerti bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *