I migliori dischi del 2019 Una classifica

Ecco arrivato il momento delle classifiche. Alcuni dischi li abbiamo già recensiti e ascoltati durante l’anno, altri sono nuove conoscenze. Non c’è un genere che tiene testa, solo il gusto di chi scrive. Sono sette, come i giorni della settimana, come le Pleiadi o se preferite come i colori dell’arcobaleno. Buon ascolto e buon saluto al 2019!

1. U.F.O.F, Big Thief (3 maggio, 4AD)

“She is both dreamer and dream / And dream, and dream, and dream” – Contact

Folk sperimentale e arrangiamenti ipnotici per il terzo lavoro della band di Adrianne Lenkern.

Leggi qui la recensione completa di 7Tracks: Big Thief: U.F.O.F.

2. Ghosteen, Nick Cave & The Bad Sees (4 ottobre 2019, Ghosteen Ltd)

“There’s nothing wrong with loving something you can’t hold in your hand” – Ghosteen

Il diciassettesimo lavoro in studio della band australiana sublima la morte e il dolore in un’opera ambient acclamata dalla critica.

La rivista musicale Rolling Stone lo ha definito “Un capolavoro di melanconia”.

3. Jaime, Brittany Howard (20 settembre/ATO)

“I don’t know about you / but I’m tired of this bullshit / And I wanna try / To do the best that I can” (13th Century Metal)

L’ex leader degli Alabama Shakes mescola vintage e hip-hop in un disco d’esordio che rivela la potenza delle sue capacità espressive.

4. Twelve Nudes, Ezra Furman (30 agosto, Bella Union)

“Remember I tried to ask what it means to be a man / They threw me in the back of a truck and they tied my hands” – (Transition from nowhere to nowhere)

Una rabbiosa lettera d’amore al mondo. Un disco diretto e poetico che si ascolta e si riascolta tutto d’un fiato.

Leggi la recensione completa su 7Tracks: Preghiere di rabbia

5. No Home Record, Kim Gordon (11 ottobre, Matador Records)

“Like an old man in the day / In the sunlight dreaming in a tent / Aliveness is an objection / Affected me” – Sketch Artist

Il primo disco solista di Kim Gordon. Nove tracce dense e compatte che scavano dentro un’interpretazione del mondo che non concede esitazioni.

Leggi la recensione completa su 7Tracks: Il capitalismo sta per finire

6. The Practice of Love, Jenny Hval (13 settembre 2019, Sacred Bones Records)

“I was playing some kind of instrument / it was just a shape in the earth” – (Ashes to ashes)

Chi l’ha detto che la delicatezza sia sempre innocua? Jenny Hval fa della leggerezza una questione di ricerca e tiene in equilibrio precario emozioni complicate. Nel disco di Hval c’è uno spirito che parla attraverso melodie fragili ma sembra sul punto di esplodere.

7. (Sandy) Alex G, House of Sugar (13 settembre, Domino Records)

“Someday I’m gonna walk away from you / Not today, not today” – Walk Away

Luminoso e ammaliante. Il titolo del nuovo album di Alex Gianniscoli prende il nome dal titolo di un racconto della scrittrice Silvina Ocampo condividendone la levità visionaria e il potere cangiante dei cantastorie. Il dream lo-fi di Alex G gioca con le atmosfere sonore costruendo le città e i paesaggi di un pianeta lontano e incantevole. I suoni e le voci si cullano a vicenda in uno spazio senza tempo abitato da stelle e fortunadraghi.

 

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