I migliori album del 2017

 

7. Fleet Foxes, Crack-up (Nonesuch, folk-rock)

Niente a che vedere con le sonorità panciute di Helplessness Blues o di Fleet Foxes. Un ritorno alla natura che è più ricerca che voglia di perdersi. Raffinato e coraggioso

6. Jay Som, Everybody works (Polyvinil/Double Denim, bedroom pop)

L’album di consacrazione della polistrumentista ventiduenne Melinda Duterte. Un debutto che allarga i confini di un genere. Intimista e lucido.

5. Laura Marling, Semper Femina (More Alarming, folk pop)

Il sesto album dell’artista inglese è una morbida discesa nelle cavità della psicologia femminile. Una voce che diventa sempre più distante e perfetta per arrangiamenti che evocano la sospensione del mito. Melanconico e sofisticato.

4. Big Thief, Capacity

Il secondo disco dei Big Thief è una collezione di racconti fotografici incompleti. Il desiderio di trovare una soluzione alle proprie inquietudini allarga il cuore e lo sguardo. Raccontare storie è l’unico modo per salvarsi. Evocativo e invadente.

3. Slowdive, Slowdive (Dead Oceans, shoegaze)

Un ritorno tanto atteso della band di Reading che ha reinventato i codici dello shoegaze. Nostalgico e subacqueo.

2. LCD Soundsystem, American Dream (DFA/Columbia, post-punk)

American Dream è la storia di una sconfitta e di una vittoria, è una moneta a due facce, è la contraddizione della bellezza che guarda allo specchio la sua fine imminente. Un piccolo capolavoro post-rock che dal 2017 passa alla storia. Prepotente e disilluso.

1. The War on Drugs, A deeper understanding (Atlantic, 

Adam Granduciel cura il suono fino al limite della perfezione. Meticoloso e ispirato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *