Greg Osby / Florian Arbenz: Reflections of the Eternal Line

In principio fu una linea, un tracciato che si fa strada sul muro, colpendolo, sfregandolo, per diventare via via sempre più riconoscibile e denso. Un segno per comunicare, un altro per farsi riconoscere, poi per distinguersi. Fili senza spessore a cui se ne sovrappongono altri, diversi per pressione e per colore: le impronte dell’altro che si avvicina per incidere la presenza, lasciando tracce di sé sullo stesso muro.

C’è qualcosa di molto primordiale negli intenti comunicativi di Reflections of the Eternal Life,  l’album di debutto del duo formato dal percussionista e batterista svizzero Florian Arbenz e dal sassofonista americano Greg Osby. L’espressione di sé torna al punto zero per poi vibrare in direzioni virtuose e personali. Composto in un ambiente che sarebbe molto interessante vedere dal vivo (il workshop del pittore e artista Stephan Spicher), il lavoro dei due musicisti espande l’improvvisazione free jazz nella forma aperta di un esperimento sonoro-visivo: ritmiche e fraseggi cesellano impalcature essenziali che si incastrano, traballano, cedono senza crollare mai, intanto la mano del pittore ne segue l’andamento come captandone le vibrazioni. Reflections of the Eternal Line è un progetto nato dalla volontà di trovare codici di comunicazione potenzialmente illimitati nell’incontro tra due storie diverse ma speculari,  la libertà di espressione viene spinta ai confini dell’ascolto con l’altro; se vogliamo è una metafora del linguaggio, convogliato di volta in volta in strumenti diversi, alcuni dei quali (le percussioni di Florian Arbenz) fabbricati appositamente per l’occasione.

Considerando l’interplay come parola chiave, anche nelle soluzioni più moderne il jazz ci regala la sua lezione più autentica: dove c’è vero ascolto non c’è compromesso né riduzione della libertà individuale ma creazione e ampliamento di possibilità. In Reflections of the Eternal Life il potere di un’ispirazione condivisa solleva due linee di pensiero e ne illumina la traiettoria comune, il transito da groviglio incomunicabile a opera d’arte.

Tracklist:

  1. Wooden Lines
  2. Chant
  3. Truth
  4. Homenaje
  5. Groove Conductor
  6. The Passage of Light
  7. Please Stand By

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