Given To Fly – Pearl Jam Dai vostri racconti per “Una Playlist per Tutti”

 

Il brano:

Given To Fly è il primo singolo tratto dal quinto album dei Pearl Jam Yeld (1998). In poche settimane dalla sua prima uscita scalò le classifiche mondiali e diventò uno dei brani più famosi della band di Seattle. Per il chitarrista Mike McCready l’andamento del pezzo riproduce il moto ondoso del mare, un incedere inizialmente lento che si fa sempre più agitato fino a erompere in un mare moto. Per Eddie Vedder (cantante della band) la canzone ha l’immediatezza di una fiaba: “Ho immaginato la canzone come un libro cartonato per bambini con una frase e un disegno in ogni pagina. È una favola, tutto qui. La musica dà la sensazione di essere in volo e adoro cantare la parte finale che è tutta sull’ elevarsi al di sopra di qualsiasi commento su quello che stai facendo e di continuare a dare il tuo amore. Non diventare amaro e solitario, non condannare il mondo intero a causa delle azioni di pochi”.

Il vostro racconto:

“Credo che ciascuno di noi al liceo abbia avuto un problema con qualcuno dei suoi compagni. Ognuno di noi, nel momento in cui prova a creare la propria personalità, ha i suoi miti, i suoi esempi, i suoi punti fermi. Persone, atteggiamenti, mode da cui prendiamo ciò che ci piace per costruire chi siamo. Siamo semplicemente diversi.
E poi c’è il desiderio di essere accettati. E lì ognuno sceglie per quale ragione vuole essere accolto in società. Bellezza, trasgressione, studio, simpatia. Bene! Io non amando il conflitto, (fondamentalmente perché ne uscivo sempre sconfitto) ho sempre puntato sulla pace, l’amore tra gli esseri umani diciamo. Ma questo non è il punto. Il punto è che sbandierando a destra e a manca questa rivoluzione pacifista, ero particolarmente attraente da qualsivoglia escluso o per semplificare “soggetto” della situazione. Ma stringiamo ancora il campo…zoommiamo. Il soggetto in questione era uno: il primo della classe. Vi evito la descrizione perché sì, è proprio come credo ve lo stiate immaginando. L’unica nota che lo diversificava dal classico saputello era che a differenza dello stereotipo che li vuole incattiviti dalla vita e desiderosi di potere, lui faceva tutto in buona fede: passava i compiti per aiutare gli altri, faceva gesti gentili per ingraziarsi le ragazze che reputava degne cerebralmente di lui, insomma, a suo modo dava! Forse amore, o forse cercava solo specchi che esaltassero il suo inarrivabile genio, o semplicemente voleva affetto…non lo so. Fatto sta che i risultati erano magri, no amici-noamiche-noparty e anche se mi sembrava scontato che andasse così, no so perché la sentivo una cattiveria. Sotto sotto il tizio mi faceva tenerezza, non pena: chiedeva a me la ragione di questi suoi magri risultati e io temporeggiando lo incoraggiavo ma dentro mi stavo caricando l’animo dei suoi scarsi successi sociali! Allora capita una classica festa di diciotto anni, in cui lui non viene classicamente invitato. Io mi accingo a celebrare l’entrata nella maggiore età di uno di noi ma sono triste per la scontata esclusione del tizio e sull’autobus mentre vado alla festa mi sparo Yield dei Pearl Jam appena comprato! Il buon Eddie aveva fornito ai fan italiani le traduzioni di tutti i testi del loro quinto album e io mi misi subito a leggere quello che avevano da dirmi i miei amici di Seattle! Dopo le prime tre canzoni arriva Given to fly, già sentita alla radio senza  sapere minimamente di cosa parlasse… beh …leggendo capisco che la canzone parlava di una sorta di dispensatore d’amore che veniva deriso da dei Faceless man, ma lui non si faceva abbattere, rimaneva in piedi. E penso minchia questa gliela devo dare… faccio una deviazione prima dalla festa vado dal Tizio che tanto abitava a 500 metri da lì. Citofono! Lui scende in pigiama e cappotto, gli do il cd e gli dico “Senti la quattro è per te… ti do la traduzione”.  “L’inglese lo so”, risponde. E niente, buone intenzioni, pessima esecuzione! Lascio il cd del mio gruppo preferito, appena comprato e atteso da due anni in mano ad uno che il massimo del movimentato che aveva sentito in vita sua era De André e torno alla festa.
Il dopo non ve lo racconto: vi basta sapere che in qualche modo la canzone funzionò!

di Marco Zordan

Given To Fly

He could’ve tuned in, tuned in, but he tuned out
A bad time, nothing could save him
Alone in a corridor, waiting locked out
He got up outta there, ran for hundreds of miles
He made it to the ocean, had a smoke in a tree
The wind rose up, set him down on his knee

A wave came crashing like a fist to the jaw
Delivered him wings, “Hey, look at me now”
Arms wide open with the sea as his floor
Oh, power, oooh oh
He’s… flying… whole
High… wide, oooh oh

He floated back down ‘cause he wanted to share
His key to the locks on the chains he saw
everywhere
But first he was stripped and then he was stabbed
By faceless men, well fuckers
He still stands

And he still gives his love, he just gives it away
The love he receives is the love that is saved
And sometimes is seen a strange spot in the sky
A human being that was given to fly
High… flying… oooh oh
High… flying… oooh oh
He’s… flying… oooh oh

Avrebbe potuto essere in sintonia, in sintonia, ma stonò
Un brutto momento, niente lo poteva salvare
Solo in un corridoio, ad aspettare chiuso fuori
Si alzò e se ne andò via, corse per centinaia di miglia
Arrivò all’oceano, si fumò una sigaretta su un albero
Il vento si alzò, lo mise in ginocchio

Un’onda arrivò schiantandosi come un pugno sulla mascella
Gli donò le ali, “Hey, guardatemi adesso”
Braccia spalancate con il mare ai suoi piedi
Oh, potere, oooh oh
Lui sta… volando… su tutto
In alto… del tutto, oooh oh

Ridiscese fluttuando perché voleva condividere
La sua chiave per i lucchetti delle catene che vedeva dappertutto
Ma prima venne spogliato e poi fu pugnalato
Da degli uomini senza volto, beh stronzi
Lui è ancora in piedi

E dà ancora il suo amore, solo che lo regala
L’amore che riceve è l’amore che viene messo da parte
E qualche volta si vede uno strano punto nel cielo
Un essere umano a cui è stato concesso di volare
In alto… vola… oooh oh
In alto… vola… oooh oh
Lui sta… volando… oooh oh

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *