Colapesce al Todays Festival di Torino Quando l’empatia passa attraverso la sperimentazione.

Al di là delle maschere e dei costumi che si possono indossare per adattare l’estetica di un live alle necessità del nuovo disco da promuovere (per il tour dell’Infedele Colapesce e la sua band sono vestiti da sacerdoti) la musica dal vivo apre quella porta comunicativa che nell’ascolto a casa, su un divano o in cuffia rimane blindata. Colapesce la spalanca e fa entrare e uscire mondi sonori diversi e lontani, in un’osmosi con il pubblico che racconta il quotidiano senza dimenticare l’incanto dei vecchi cantastorie. La musica di genere si spoglia delle briglie del cantautorato e del pop tradizionali per mescolarsi all’elettronica e al free jazz in un tessuto compositivo che non ama ripetersi. La sperimentazione del nuovo disco Infedele (42 Records/Believe, 27 ottobre 2017) nutre la caratterizzazione onirica di un pop d’autore elegante e temerario, l’esperienza del cantautore siciliano affina l’impatto emozionale della performance mentre nuove direzioni trainano quello che è già stato in una convivenza di code jazz-progressive e ballate pop-rock. Amarezza e liberazione si cercano a vicenda durante tutto il live evocate da fraseggi di chitarra subacquei e da un sax mai invadente. Colapesce è accompagnato da una formazione di musicisti giovanissimi, che interagisce e sorride, supportando il live con precisione ed energia e differenziando ogni momento dal precendente: Reale ha il gusto di una camminata di quartiere sul tempo di una batteria trattenuta e leggera, Maometto a Milano termina con il finale free jazz di Gaetano Santoro (al sax) mentre la bella voce di Adele Nigro (frontgirl dei milanesi Any Other) valorizza le cadenze morbide di Sospesi.

La scaletta viene incenerita durante l’ultima strofa di Restiamo in casa: Colapesce alza il foglio davanti al microfono e la brucia con l’accendino dopo aver intonato ‘Sento bruciare dei fogli’. Ma il concerto non è ancora finito, il pubblico viene coinvolto nel coro di Maledetti italiani, con ovvi riferimenti alla situazione politica attuale, e ammaliato da una bellissima versione di M’illumino. Colapesce ancora una volta ha trovato una formula originale per liberare la forma canzone dalla prevedibilità di schemi già sentiti e lavorarne i contenuti in un universo, personale, distante e incantevole.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *