Big Thief: U.F.O.F. Quel suono dallo spazio che anestetizza le paure

U.F.O.F è il terzo album in studio della band americana Big Thief, prodotto da Andrew Sarlo (Caroline Rose, Hand Habits, Wet) e uscito per l’etichetta 4AD lo scorso 3 maggio. Il disco, registrato presso i Bear Creek Studios di Washington, ha ricevuto gli apprezzamenti entusiasti di testate internazionali come The Guardian, The Independent, Mojo, Pitchfork, Uncut e Allmusic. Le dodici tracce di U.F.O.F scavano dentro la morbidezza di una realtà fragile e latente per raccogliere gemme di purezza sonora e sogni perduti. Quello dei Big Thief è un folk sperimentale ricercato che non trascura di lavorare sui particolari più inconsistenti per arrivare al gusto dell’ascoltatore. Le storie escono da caverne e giardini, da cieli stellati e boschi incontaminati, la voce di Adrianne Lenkern si trasforma a seconda dello spazio narrativo, fino a mimetizzarsi con un paesaggio extraterrestre per raccontarlo e ricrearlo. Gli arrangiamenti ipnotici della band agiscono da anestetizzanti per tutta la durata del disco: si parla anche di lacrime ma il dolore non trova mai spazio tra le pieghe di un arpeggio di chitarra e di un pattern ritmico. U.F.O.F, il primo singolo estratto e seconda traccia del disco, ha il potere di condurci lontano senza tenerci per mano. La nostra sarà una fuga spontanea in un mondo senza contorni. 

Tracklist:

1. Contact

2. UFOF

3. Cattails

4. From

5. Open Desert

6. Orange

7. Century

8. Strange

9. Betsy

10. Terminal Paradise

11. Jenni

12. Magic Dealer

 

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