Alessandro Rocca – Transiti Dimora Records

Transiti di Alessandro Rocca è un esordio che ha faticato dieci anni per completarsi. Il disco è stato arrangiato da Luca Gambacorta (Rope of Sand)  con Marco Di Francesco al contrabbasso, Paolo Grassi al clarinetto e Cecilia Santo al violoncello. A livello sonoro Transiti è un disco che colpisce per la sua ambivalenza: la tessitura musicale consola e alleggerisce quello che le parole svelano senza pietà, un intreccio delicatissimo di archi e chitarra rende la violenza della disillusione una favola senza censure ma pur sempre una favola. Transiti porta alla luce un paesaggio difficile, poggia su un tempo che non trascorre ma si trascina, trattiene ricordi che non camminano né avanti né indietro ma si sbucciano le ginocchia su una terra troppo brulla, una zolla abbandonata  e incapace di rifiorire. Alessandro Rocca s’inoltra in un genere in Italia poco praticato, un dark folk velato di rifrazioni gotiche che ricorda alcuni passaggi di Matt Elliot e Mica P. Hinson. I testi non lasciano spiragli per una visione migliore: la narrazione è un recinto, dentro un perimetro di filo spinato c’è l’abitazione fatiscente del rimpianto, chiusa all’ossigeno e al sole, destinata a farsi polvere nel suo consumarsi da sé. La poesia è ovunque ma non consola, corrode. In Transiti la natura e l’esistenza sono i resti di un microcosmo raccorciato e involuto, i protagonisti del racconto sono fantasmi senza requie, insetti, microbi, organismi precari in un mondo che non arretra il suo passo di fronte all’estinzione. Un disco insomma che va contro la consolante tendenza all’agrodolce, qui la dinamica della parola è unidirezionale e se ci accompagna è solo per mostrarci l’irreparabile. Benvenuti a una discesa cosciente, benvenuti alla fine del mondo.

Tracklist:

  1. Stipiti
  2. Nessuno
  3. Pesci
  4. Mare
  5. Sventrati
  6. Topi
  7. Mosche
  8. Licaone
  9. Fossili
  10. Transiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *